mercoledì 16 novembre 2011

SINTESI PROGETTO UISP


“DIRITTI IN CAMPO: Sportpertutti per una società interculturale”

L’idea di promuovere azioni per favorire l’inclusione di cittadini migranti attraverso lo sport e l’interculturalità, nasce da una più ampia riflessione che l’Associazione sta facendo sul proprio ruolo nel mutato scenario delle APS italiano,  e su come interpretare nella maniera più corretta, anche in questo ambito di intervento, il principio di sussidiarietà, al quale sono chiamate le APS. In questo senso l’Uisp nazionale, già dal congresso 2009, ha organizzato all’interno del proprio Dipartimento internazionale un settore che si occupa specificamente di integrazione e multiculturalità, al fine di sviluppare politiche, reti, promuovere iniziative e campagne sulle tematiche dell’immigrazione e della cittadinanza.
LE ESIGENZE RILEVATE: Al crescere del numero di utenti sportivi stranieri, emerge l’esigenza di uno sport interculturale, che tenga conto delle differenze di usanze, lingua, religione e convinzioni.  E' quindi necessario rivalutare l’impiantistica sportiva (spogliatoi, docce), le proposte (orari diversificati per uomini e donne) e l’approccio stesso alla pratica (es. l’allenamento durante il ramadan). Nel mondo dello sport, inoltre, esistono rarissimi materiali tradotti. La barriera linguistica limita l’accesso alla pratica sportiva e la possibilità per i cittadini migranti di costituire realtà associative proprie. Altra barriera è spesso la questione economica: palestre e corsi con costi inaccessibili che impediscono la pratica stessa, rendendo indispensabili manifestazioni sportive accessibili ai migranti o gratuite, anche per il loro aspetto socializzante e aggregativo. In questo campo, la Uisp promuove da anni l'organizzazione di tornei e campionati fra cittadini di diverse origini e  culture, momenti di reale inserimento nella società di gruppi e singoli stranieri. Di particolare interesse per il loro impatto in termini di inclusione sociale, il torneo di calcio interculturale “Arcobaleni in campo”, l'iniziativa “Le piscine delle ragazze” realizzata per favorire l’accesso allo sport alle donne musulmane, la corsa podistica Vivicittà con la partecipazione di cittadini migranti, i tornei di sport minori provenienti dalle tradizioni dei migranti (cricket), e i Mondiali Antirazzisti, iniziativa segnalata nello shadow report  sul razzismo in Europa della Agency for Fundamental Rights dell'UE come buona pratica contro il razzismo e per l'integrazione dei migranti. Tali iniziative sono affiancate, nell’azione della Uisp, da progetti di accoglienza e sostegno ai cittadini che vivono condizioni di marginalità, di povertà e disagio. Tra questi, la Uisp partecipa alla mobilitazione globale contro la povertà della UN Millennium Campaign “Stand Up! Take action”, che si tiene ogni anno a settembre in Italia e nel mondo. L’Associazione ha, però, rilevato l’esigenza di consolidare tali esperienze attraverso la sperimentazione nelle città dove il fenomeno dell’immigrazione è fortemente presente, e di sistematizzarle, riconducendole ad una metodologia valida a livello generale, declinabile per ogni territorio nel quale si intende applicarla. L’identificazione di un modello di azione condiviso, infatti, può rendere più efficace l’impegno per il superamento degli ostacoli che limitano l’accesso dei migranti alla pratica sportiva, alla gestione delle società sportive e all’organizzazione degli eventi.
GLI OBIETTIVI PERSEGUITI:
1) Consolidare le esperienze di inclusione sociale dei cittadini migranti di 1° e 2° generazione attraverso lo sportpertutti sperimentate da Uisp o altri partners;
2) Costruire una rete tra 8 città “laboratorio”,
3) Identificare un modello e una metodologia di inclusione sociale dei cittadini migranti attraverso lo sportpertutti;
4) Inclusione sociale dei cittadini migranti di 1° e 2° generazione nello sport e attraverso lo sport;
5) Formazione per favorire la costituzione e conduzione di società sportive miste e di soli migranti;
6) Abbattimento barriere che ostacolano l’accesso dei migranti alle società e alle attività sportive;
7) Coinvolgimento del territorio (associazioni sportive e di migranti, Enti Locali preposti) secondo un approccio partecipativo;
8) Sensibilizzare il pubblico sul tema della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Le metodologie di intervento previste:

LE FASI DEL PROGETTO
Il progetto si articolerà in 4 fasi.
- Fase 1 - Organizzazione (2 mesi): 1.1. Avvio attività con predisposizione piano di lavoro e avvio della rete tra le 8 città “laboratorio”; 1.2. Predisposizione strumenti di monitoraggio e valutazione; 1.3. Riunione nazionale di avvio progetto. Il lavoro sarà realizzato dallo staff di coordinamento, con l’organizzazione della riunione di avvio e, successivamente, mediante costanti scambi da realizzarsi via telefono, e-mail e strumenti di comunicazione a distanza.
- Fase 2 – Sperimentazione e Capitalizzazione (10 mesi) in cui tutte le azioni vedranno la partecipazione attiva di cittadini migranti di 1° e 2° generazione: 2.1. Formazione di dirigenti sportivi e arbitri con competenze multiculturali sulla costituzione e gestione di società ed eventi sportivi; 2.2. Organizzazione tornei di calcio in 8 città e un evento finale nazionale in occasione dei mondiali antirazzisti (metodologia di Arcobaleni in campo); 2.3. Organizzazione tornei di sport minori (cricket) in 5 città; 2.4. Due riunioni di coordinamento; 2.5. Partecipazione all’iniziativa di lotta alla povertà “Stand Up!”; 2.6. Ricerca ed elaborazione del modello, 2.7. Valutazione in itinere e finale. Da un punto di vista gestionale, lo staff del progetto manterrà i rapporti con le diverse reti locali che si occuperanno dell'organizzazione degli eventi, e verranno organizzate due riunioni di coordinamento. La ricerca e la valutazione saranno condotte da un soggetto esterno, seguendo tecniche di ricerca quali: analisi secondaria, interviste in profondità e focus-group, osservazione partecipante (vedi all. 10).
- Fase 3 - Comunicazione (10 mesi): 3.1. Organizzazione di una iniziativa di comunicazione nazionale di presentazione progetto; 3.2. Organizzazione di campagne di comunicazione sulle iniziative; 3.3. Organizzazione incontro finale nazionale per la condivisione dell'esperienza e la disseminazione dei risultati, in occasione dei Mondiali Antirazzisti 2012; 3.4. Organizzazione di una campagna di comunicazione per l’iniziativa Stand Up!;
- Fase 4 - Chiusura (1 mese): 4.1. Chiusura attività e redazione report.
I RISULTATI ATTESI:
1) Definizione di una metodologia di lavoro condivisa e relative declinazioni territoriali;
2) Costituzione di società sportive miste e a conduzione da parte di migranti;
3) Empowerment di cittadini migranti all’interno delle società sportive;
4) Abbattimento delle barriere linguistiche e culturali che limitano l’accesso dei cittadini migranti alle attività sportive e alla gestione di società sportive;
5) Aumento del numero di membri e dirigenti UISP stranieri.

TRASFERIBILITA’ DEL PROGETTO E DEI RISULTATI
La sperimentazione, promossa dalla UISP, si propone di arrivare alla definizione di una metodologia e di un modello innovativi testati e validati a livello nazionale, ma che allo stesso tempo trovino piena applicabilità attraverso l’adeguamento funzionale al contesto specifico di attuazione. Un modello basato su queste caratteristiche risulta essere, per sua stessa natura, facilmente trasferibile e riproducibile.

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