mercoledì 16 novembre 2011

MODELLO DEFINITIVO


TORNEO DI CALCIO A 5 “SPORTINZONA” 2011-12

Proposta di adesione al torneo di calcio a 5 rivolto ai ragazzi  dai 12 ai 18 anni
di  C.a.g., associazioni e cooperative sociali, oratori, gruppi informali, progetti educativi del comune e della provinca di Milano.

IL COMITATO ORGANIZZATORE

L'associazione “Sportinzona Melina Miele” nasce  dal desiderio di cittadini, che operano da anni  nel settore socio-educativo, di dar vita ad una realtà  promotrice di progetti ed eventi  sportivi sul territorio di Milano e provincia.
La   UISP (unione italiana sport per tutti) federazione alla quale è affiliata l' associazione, aderisce al progetto in qualità di organo istituzionale al fine di garantire un alto livello qualitativo e gestionale fornendo tramite il tesseramento l' assicurazione ai partecipanti, tutelando gli organizzatori nel caso di infortuni e garantisce supporto logistico, e visibiltà dei dati del torneo tramite il sito UISP.
L'associazione “Sportinzona Melina Miele” su mandato del comitato milanese di UISP, e sulla base del protocollo d'intesa tra UISP e FC Internazionale nel progetto Inter campus, con questo progetto vogliono dar vita ad una rete promotrice di  progetti ed eventi  sportivi sul territorio di Milano e provincia, con una proposta specifica per realta socio-educative che possano avere aderendo al progetto uno strumento per potenziare la loro proposta educativa.

ANALISI DEI BISOGNI

Partendo da un' analisi dei bisogni del territorio Milanese, la rete individua nello sport in quanto straordinario dispositivo di crescita psico-fisica, lo strumento necessario per la promozione del benessere in tutte le sue accezioni e il mezzo per:
-Favorire La Socializzazione/Aggregazione: finalizzata all'accrescimento delle capacità relazionali-comunicative, l’accettazione del sé e degli altri, lo scambio di competenze, la creazione e il rafforzamento dei rapporti interpersonali al fine di costruire una rete sociale valida in un ottica di integrazione, anche multietnica, reale e  propositiva.
-Prevenire il disagio: Inteso come promozione dello sviluppo della persona nella sua integrità e non solo nell’accezione di prevenzione di un malessere o un danno, creando i presupposti che consentano ai ragazzi di vivere situazioni di benessere reale.
-Stimolare la Creatività ed espressione del sé: far emergere l’originalità e l’estro personale, esprimere al meglio la propria identità  e appropriarsi della propria corporeità.
-Facilitare l' Integrazione:  attraverso lo scambio, la conoscenza e il confronto tra individui delle diverse etnie presenti sul territorio al fine di creare un dialogo equilibrato e costruttivo che integri e favorisca l’appartenenza al gruppo eterogeneo sopratutto delle fasce più emarginate.
-Promuovere la riappropriazione del senso autentico dello sport:  riportandolo  alla dimensione del divertimento, dello “star bene” con sé e con gli altri, del “gioco” fine a se stesso.
-Educare all'agonismo: L’agonismo è una componente insopprimibile della pratica sportiva, il desiderio di vincere e di ottenere risultati è un positivo fattore di stimolo e di miglioramento. Infatti
può generare e irrobustire grandi qualità: Il dominio di sé, lo scommettere sulle proprie risorse, la padronanza del proprio corpo, lo spirito di rinuncia, la fedeltà ai propri impegni .
-Educare alla sconfitta: In un mondo che considera solo i vincitori, è un traguardo ambito quello di imparare a perdere senza considerarsi perdenti, da cui dipende in larga misura l’equilibrio emotivo e la tenuta di personalità di chi sta crescendo.
-Educare alla vittoria: al di là dell'euforia del momento, la vittoria genera carichi di responsabilità che troppo spesso si risolvono in esaltazione illusoria. La ponderazione, il senso del limite e la relativizzazione del successo .

                        A CHI E' RIVOLTO                          

La proposta progettuale che l' associazione intende presentare prevede l' organizzazione di un torneo di calcio a 5, puntando soprattutto sul  coinvolgimento dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio di Milano e provincia e eventualmente includendo altre realtà simili, con l'apertura anche a gruppi informali, e spontanei.

“OLTRE” IL TORNEO

Nel progetto sono presenti una serie di attività di contorno all'attività sportiva, con finalità di aggregazione, socializzazione, inclusione e formazione che sono le seguenti:
·         momenti di formazione per le equipe dei servizi partecipanti al progetto,   sull' organizzazione di eventi sportivi, e su attività specifiche come l'arbitraggio.
·         momenti di socializzazione “fuori torneo” con uscite collettive allo stadio per partite di calcio con l'obbiettivo di favorire una aggregazione positiva e un' educazione al tifo nel senso sportivo del termine con la ricchezza di valori positivi intrinsechi che lo connota.
·         un evento finale di festa con le premiazioni di tutti i partecipanti e le finali del torneo in un momento di e convivialità.
·         un percorso di formazione rivolto ad operatori e ragazzi di età dai 16 anni in poi con corsi di arbitraggio, con la possibilità sucessivamente alla finalizzazione del corso di affiancare arbitri esperti e di creare una  possibile attività di collaborazione retribuita con la UISP

TEMPISTICA DEL PROGETTO

L'iscrizione al torneo va effettuata entro il 10 Ottobre 2011.
Il torneo si svolgerà da ottobre 2011 a maggio 2012.
Si stabilirà  dove e quando si faranno le attività di contorno del progetto, dove si svolgerà la festa conclusiva dove verranno premiati tutti i partecipanti.

STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE

La struttura è  2 gironi diversificati per età: 1 girone rivolto a ragazzi di 11-14 anni compiuti, 1 girone di ragazzi di 15- 19 anni compiuti.
Ciascun girone sarà di 6 squadre che si affronteranno con partite di andata e ritorno, seguiranno le semifinali e le finali con premiazione e festa conclusiva. Le fasi dell'iniziativa sono essenzialmente tre:

1)la prima fase dal 1 Settembre al 10 Ottobre 2011 è quella in cui alla proposta seguirà una adesione di chi è interessato, e in una riunione presso il comitato milanese di UISP con data da definirsi le realtà coinvolte dovranno poter definire dei parametri utili all' organizzazione del torneo, 
-sapere in quali giorni e in che orario potrebbero giocare le partite, vincolandosi ai giorni infrasettimanali e alla fascia oraria 15.30-18.30 (ora massima di fine partita).
-che struttura (campo) hanno a disposizione per poter giocare le partite del torneo.

Il pacchetto di partecipazione prevede:
-il tesseramento dei partecipanti alla UISP comprensivo di assicurazione (valida anche per altr attività sportive”
-Gli arbitraggi delle partite, con arbitri ufficiali tesserati UISP
-I materiali di consumo
-Le premiazioni finali
Il tesseramento alla UISP è un requisito per la partecipazione , allegato a un documento di identità valido, la fase di tesseramento deve finire prima dell'inizio del torneo, con la possibilità per ogni squadra di aggiungere due tesserati durante il corso del torneo.

MODALITA' DI ADESIONE

E' prevista una modulistica da compilare per ogni squadra partecipante:
-lista partecipanti e accompagnatori con chiara indicazione dei referenti per le comunicazioni
Prima di ogni partita le liste delle squadre partecipanti saranno controllate dagli arbitri che compileranno un referto ufficiale dove si segnaleranno i dati e le informazioni di gioco, i risultati e eventuali provvedimenti disciplinari.Questa lista varrà come dato per il tesseramento dei partecipanti.
-Scheda dei dati sul campo da gioco a disposizzione, e indicazioni per il calendario (giorni e orari di utilizzo).
-Lettera di intenti , tra il comitato e gli enti partecipanti, che sottointenderà l'accettazione della struttura e delle regole del torneo.
In fase di discussione e lavoro di equipe sarebbe opportuno prevedere anche i tempi degli spostamenti constatandone l'effettiva durata, dalla sede ai campi di gioco, mantenendo un certo margine per eventuali imprevisti.
Ogni realtà partecipante darà le informazioni strutturali sul proprio campo da gioco, che dovrà essere per il calcio a 5 preferibilmente al chiuso, indicando se ci sono a disposizione spogliatoi e doccie.

Il pacchetto non include l'affitto dei campi da gioco.

Per eventuali squadre di gruppi informali sarà necessaria la supervisione e l'accompagnamento di un adulto, che avrà la responsabilità del gruppo, anche in fase di adesione.

2)La seconda fase che va fino al 30 Ottobre 2010 è quella in cui si farà il calendario del torneo.
La frequenza delle partite è di una ogni due settimane circa, prevedendo che tra spostamenti e ritorno in sede sarà necessario l'impiego del pomeriggio di attività.
Ogni squadra sarà impegnata in 10 partite che saranno distribuite nei mesi da Ottobre 2011 a      Marzo 2011 con una frequenza di due partite al mese. La festa con le finali dovrebbe svolgersi negli ultimi giorni di Marzo.

Idealmente si cercherà di soddisfare tutti i criteri raccolti, anche se sarà impossibile per tutte le partite del torneo, a calendari compilati se ci fossero ostacoli insormontabili o incompatibilità si cercherà di correggere il calendario.

Una volta finita la fase di calendarizzazione gli spostamenti delle date delle partite non saranno possibili, per cui sarebbe opportuno ponderare le scelte relative ai giorni da utilizzare, in questa fase che per molti rappresenta l'inizio delle attività prevedendo se ci saranno periodi di chiusura dei centri, iniziative straordinarie etc.

Nella terza fase,  quella operativa di messa in opera del torneo, dove la gran parte del lavoro organizzativo è stata fatto e dove i ragazzi possono partecipare ad una attività strutturata, con le implicazioni educative che ne conseguono, valore aggiunto alle proposte di attività dei singoli centri di aggregazione giovanili.


Il regolamento, che è quello ufficiale del calcio a 5 deve essere distribuito ai partecipanti alle attività, come momento di approfondimento, individuale o di gruppo.
Se ci fossero particolari difficoltà nel comprendere alcune delle regole  la UISP e soprattutto gli arbitri sono a disposizione prima delle partite per chiarire con gli operatori e i ragazzi queste regole, il torneo si muove in un senso educativo anche nella comprensione delle regole di uno sport la cui conoscenza si dà molte volte per scontata, per questo sarà utile un percorso iniziale di condivisione con i ragazzi dello stesso.

Ogni squadre dovrebbe avere una maglietta di un colore  e un set di pettorine di colore alternativo al principale, e portare alle partite uno o due palloni n.4 da calcetto. Nel caso di mancanza del materiale necessario il comitato organizzatore può provvedere a procurarlo.
I ragazzi devono avere scarpe da ginnastica o da calcetto, senza tacchetti.


            Rimaniamo a disposizione per chiarimenti, informazioni, nella speranza di una adesione di tutte le realtà presenti sul territorio, ringraziamo per l'attenzione accordata e auguriamo a tutti un sereno anno di lavoro.                                                                                          
           
Milano 9 Luglio 2011,

Inter Campus
ASD“Sportinzona Melina Miele”
            UISP (Unione Italiana Sport per Tutti)

referenti per il progetto:
            Luca Colombo
Sergio Lentini
Diego Cassani
David Vezzoni
e-mail: sportinzona@libero.it


 

SPUNTI DI RIFLESSIONE UISP


Progetto diritti in campo – UISP
Spunti di riflessione e metodologie di lavoro
a cura del Comitato territoriale di Milano

Intercettare e tramutare in azioni concrete le esigenze di chi attiva percorsi sportivi, resta l’obiettivo principale di un ente di promozione come la UISP.
A maggior ragione se questi (percorsi) provengono da soggetti che trovano oggettive difficoltà nel realizzarli. Differenze di lingua, religioni, costumi sociali aggiunte alle difficoltà economiche e di accessibilità agli impianti sportivi, relegano di fatto ai margini una crescente domanda di coesione sociale da parte della popolazione di provenienza straniera, che passa anche attraverso lo sport.
Il Comitato territoriale UISP di Milano ha nel corso di questi anni sviluppato una crescente attenzione verso lo sportpertutti praticato dalle comunità straniere presenti sul proprio territorio.
Accanto alla soddisfazione per le azioni intraprese (tornei interculturali) e per gli ottimi risultati di partecipazione, resta il rammarico per un’ ancora troppo discontinua crescita delle relazioni sportive tra le realtà coinvolte ed il comitato territoriale.
Un sostegno in tale direzione che passi anche, e soprattutto, dal confronto con altre realtà territoriali all’interno di un progetto nazionale come Diritti in campo, è sicuramente importante.

Analizzando quelli che sono gli obiettivi previsti, vorremmo condividere alcune riflessioni utili a nostro avviso per sviluppare una metodologia di azione più efficace.

Partendo dalla questione apparentemente poco importante dell’utilizzo della parola “coesione sociale” invece di “inclusione sociale” attraverso lo sport. Nel concreto riteniamo che questo distinguo si tramuti in una visione più funzionale alla nostra politica di favorire lo sportpertutti o come si diceva una volta lo sport popolare. Uno sguardo spesso focalizzato sulle pratiche sportive “classiche” (con tutto il corredo di costumi e convenzioni sviluppatesi all’interno della nostra società) limita la capacità di offerta e di scelta di percorsi sportivi per i soggetti provenienti da comunità straniere. Il cammino presupposto da un percorso di inclusione sportiva vede un flusso provenire dal “fuori” verso un “dentro” pre-esistente e disposto ad aprirsi a nuovi attori sportivi, lasciando di fatto escluso e senza alternative chi non riesce ad inserirsi. Crediamo sia più utile favorire un percorso in due direzioni con uni scambio reciproco finalizzato alla partecipazione a pratiche e discipline sportive anche di diversa provenienza. Ovviamente a sostegno di questa visione vanno promosse istanze di sostegno alle associazioni sportive promosse da stranieri (ma non solo per stranieri) e una più forte richiesta di moltiplicazione delle proposte sportive legata agli impianti pubblici.

Su quest’ultimo punto (legato anche agli obiettivi 4 e 6 del progetto) crediamo sia utile focalizzare le azioni in una ambito che risulti facilmente accessibile e familiare per i soggetti coinvolti. I parchi comunali pubblici, più o meno attrezzati per la pratica sportiva sono già oggi il luogo nel quale migliaia di immigrati trovano la risposta alla loro domanda di sport. Contesti nei quali si sviluppano forme ancora embrionali e spontanee di attività sportiva per il momento ancora più funzionali al rafforzamento del sentimento di appartenenza alla comunità che ad un percorso di sport come strumento di benessere fisico e di incontro.
Prevedere le azioni progettuali in questi luoghi può favorire una maggiore partecipazione delle comunità coinvolte, e far riscoprire nel contempo a tanti la possibilità di disporre gratuitamente di numerose “palestre a cielo aperto”.
Da qui poi potrebbe partire a livello territoriale e nazionale una campagna di sensibilizzazione  per la creazione di luoghi attrezzati e  liberamente fruibili per la pratica di discipline sportive, che non trovano oggi spazio nell’impiantistica sportiva classica. Ciò libererebbe energie e risorse economiche che potrebbero essere destinate alla costituzione di associazioni sportive dilettantistiche da parte di cittadini stranieri (punto 5).

Un altro aspetto che crediamo possa determinare un risultato favorevole del progetto in esame, è il coinvolgimento di strutture ed associazioni che si occupano a livello nazionale delle questioni riguardanti le popolazioni immigrate. Nello specifico la nostra proposta progettuale vede come beneficiari principali giovani o adolescenti che in buona parte sono nati e cresciuti nel nostro paese pur provenendo da famiglie di origine straniera. La seconda generazione, che partecipa attivamente ai percorsi scolastici e aggregativi può risultare la chiave di lettura giusta per fare da tramite ai due “mondi” conoscendone i linguaggi, gli usi e le convenzioni sociali di entrambi.
Pur partendo dalle specificità territoriali, e facendo salvi i percorsi già avviati dai comitati territoriali nel corso di questi anni, riteniamo ad esempio che associazioni come la RETE G2, dove presente, può affiancare la UISP nell’opera di monitoraggio e comunicazione delle azioni progettuali. Un coordinamento diffuso a livello nazionale renderebbe più stabili e duraturi gli obiettivi prefissati ai punti 2,3 e 4.

In merito al punto 7 circa il coinvolgimento di strutture territoriali locali secondo un approccio partecipativo vorremmo segnalare l’ipotesi di includere come interlocutori privilegiati del progetto i CAG (Centri di Aggregazione Giovanile). Sono realtà sociali, che tra mille difficoltà, portano avanti un percorso formativo destinato agli adolescenti delle nostre città. Quasi sempre lo fanno in luoghi di forte emarginazione sociale e spesso con una rappresentanza omogenea di quei soggetti a cui vorremmo rivolgere le azioni del nostro progetto. I CAG sono riteniamo siano più facilmente coinvolgibili delle istituzioni scolastiche pubbliche che in questa periodo dell’anno stanno già definendo le attività extra didattiche.

Questo, tornando al punto iniziale della nostra riflessione tra inclusione o coesione sociale, per determinare un percorso progettuale che porti i beneficiari verso un esterno ancora da scoprire e che sviluppi quindi una capacità a guardare senza timore oltre il proprio mondo e senza pregiudizi verso l’altro. Raccogliendo lo spunto della sintesi progettuale crediamo ad esempio che una serie di incontri e dimostrazioni pratiche, all’interno di realtà come i CAG, finalizzate alla conoscenza di uno sport come il cricket possa rivelarsi un modo  più efficace di confronto rispetto ad un torneo che veda presumibilmente la presenza di sole comunità straniere. Una consapevolezza delle propie capacità acquisita nel corso di momenti di incontro con soggetti diversi, riteniamo possa dare effetti benefici maggiori di quelli di un puro confronto sportivo all’interno della propria comunità.

SINTESI PROGETTO UISP


“DIRITTI IN CAMPO: Sportpertutti per una società interculturale”

L’idea di promuovere azioni per favorire l’inclusione di cittadini migranti attraverso lo sport e l’interculturalità, nasce da una più ampia riflessione che l’Associazione sta facendo sul proprio ruolo nel mutato scenario delle APS italiano,  e su come interpretare nella maniera più corretta, anche in questo ambito di intervento, il principio di sussidiarietà, al quale sono chiamate le APS. In questo senso l’Uisp nazionale, già dal congresso 2009, ha organizzato all’interno del proprio Dipartimento internazionale un settore che si occupa specificamente di integrazione e multiculturalità, al fine di sviluppare politiche, reti, promuovere iniziative e campagne sulle tematiche dell’immigrazione e della cittadinanza.
LE ESIGENZE RILEVATE: Al crescere del numero di utenti sportivi stranieri, emerge l’esigenza di uno sport interculturale, che tenga conto delle differenze di usanze, lingua, religione e convinzioni.  E' quindi necessario rivalutare l’impiantistica sportiva (spogliatoi, docce), le proposte (orari diversificati per uomini e donne) e l’approccio stesso alla pratica (es. l’allenamento durante il ramadan). Nel mondo dello sport, inoltre, esistono rarissimi materiali tradotti. La barriera linguistica limita l’accesso alla pratica sportiva e la possibilità per i cittadini migranti di costituire realtà associative proprie. Altra barriera è spesso la questione economica: palestre e corsi con costi inaccessibili che impediscono la pratica stessa, rendendo indispensabili manifestazioni sportive accessibili ai migranti o gratuite, anche per il loro aspetto socializzante e aggregativo. In questo campo, la Uisp promuove da anni l'organizzazione di tornei e campionati fra cittadini di diverse origini e  culture, momenti di reale inserimento nella società di gruppi e singoli stranieri. Di particolare interesse per il loro impatto in termini di inclusione sociale, il torneo di calcio interculturale “Arcobaleni in campo”, l'iniziativa “Le piscine delle ragazze” realizzata per favorire l’accesso allo sport alle donne musulmane, la corsa podistica Vivicittà con la partecipazione di cittadini migranti, i tornei di sport minori provenienti dalle tradizioni dei migranti (cricket), e i Mondiali Antirazzisti, iniziativa segnalata nello shadow report  sul razzismo in Europa della Agency for Fundamental Rights dell'UE come buona pratica contro il razzismo e per l'integrazione dei migranti. Tali iniziative sono affiancate, nell’azione della Uisp, da progetti di accoglienza e sostegno ai cittadini che vivono condizioni di marginalità, di povertà e disagio. Tra questi, la Uisp partecipa alla mobilitazione globale contro la povertà della UN Millennium Campaign “Stand Up! Take action”, che si tiene ogni anno a settembre in Italia e nel mondo. L’Associazione ha, però, rilevato l’esigenza di consolidare tali esperienze attraverso la sperimentazione nelle città dove il fenomeno dell’immigrazione è fortemente presente, e di sistematizzarle, riconducendole ad una metodologia valida a livello generale, declinabile per ogni territorio nel quale si intende applicarla. L’identificazione di un modello di azione condiviso, infatti, può rendere più efficace l’impegno per il superamento degli ostacoli che limitano l’accesso dei migranti alla pratica sportiva, alla gestione delle società sportive e all’organizzazione degli eventi.
GLI OBIETTIVI PERSEGUITI:
1) Consolidare le esperienze di inclusione sociale dei cittadini migranti di 1° e 2° generazione attraverso lo sportpertutti sperimentate da Uisp o altri partners;
2) Costruire una rete tra 8 città “laboratorio”,
3) Identificare un modello e una metodologia di inclusione sociale dei cittadini migranti attraverso lo sportpertutti;
4) Inclusione sociale dei cittadini migranti di 1° e 2° generazione nello sport e attraverso lo sport;
5) Formazione per favorire la costituzione e conduzione di società sportive miste e di soli migranti;
6) Abbattimento barriere che ostacolano l’accesso dei migranti alle società e alle attività sportive;
7) Coinvolgimento del territorio (associazioni sportive e di migranti, Enti Locali preposti) secondo un approccio partecipativo;
8) Sensibilizzare il pubblico sul tema della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Le metodologie di intervento previste:

LE FASI DEL PROGETTO
Il progetto si articolerà in 4 fasi.
- Fase 1 - Organizzazione (2 mesi): 1.1. Avvio attività con predisposizione piano di lavoro e avvio della rete tra le 8 città “laboratorio”; 1.2. Predisposizione strumenti di monitoraggio e valutazione; 1.3. Riunione nazionale di avvio progetto. Il lavoro sarà realizzato dallo staff di coordinamento, con l’organizzazione della riunione di avvio e, successivamente, mediante costanti scambi da realizzarsi via telefono, e-mail e strumenti di comunicazione a distanza.
- Fase 2 – Sperimentazione e Capitalizzazione (10 mesi) in cui tutte le azioni vedranno la partecipazione attiva di cittadini migranti di 1° e 2° generazione: 2.1. Formazione di dirigenti sportivi e arbitri con competenze multiculturali sulla costituzione e gestione di società ed eventi sportivi; 2.2. Organizzazione tornei di calcio in 8 città e un evento finale nazionale in occasione dei mondiali antirazzisti (metodologia di Arcobaleni in campo); 2.3. Organizzazione tornei di sport minori (cricket) in 5 città; 2.4. Due riunioni di coordinamento; 2.5. Partecipazione all’iniziativa di lotta alla povertà “Stand Up!”; 2.6. Ricerca ed elaborazione del modello, 2.7. Valutazione in itinere e finale. Da un punto di vista gestionale, lo staff del progetto manterrà i rapporti con le diverse reti locali che si occuperanno dell'organizzazione degli eventi, e verranno organizzate due riunioni di coordinamento. La ricerca e la valutazione saranno condotte da un soggetto esterno, seguendo tecniche di ricerca quali: analisi secondaria, interviste in profondità e focus-group, osservazione partecipante (vedi all. 10).
- Fase 3 - Comunicazione (10 mesi): 3.1. Organizzazione di una iniziativa di comunicazione nazionale di presentazione progetto; 3.2. Organizzazione di campagne di comunicazione sulle iniziative; 3.3. Organizzazione incontro finale nazionale per la condivisione dell'esperienza e la disseminazione dei risultati, in occasione dei Mondiali Antirazzisti 2012; 3.4. Organizzazione di una campagna di comunicazione per l’iniziativa Stand Up!;
- Fase 4 - Chiusura (1 mese): 4.1. Chiusura attività e redazione report.
I RISULTATI ATTESI:
1) Definizione di una metodologia di lavoro condivisa e relative declinazioni territoriali;
2) Costituzione di società sportive miste e a conduzione da parte di migranti;
3) Empowerment di cittadini migranti all’interno delle società sportive;
4) Abbattimento delle barriere linguistiche e culturali che limitano l’accesso dei cittadini migranti alle attività sportive e alla gestione di società sportive;
5) Aumento del numero di membri e dirigenti UISP stranieri.

TRASFERIBILITA’ DEL PROGETTO E DEI RISULTATI
La sperimentazione, promossa dalla UISP, si propone di arrivare alla definizione di una metodologia e di un modello innovativi testati e validati a livello nazionale, ma che allo stesso tempo trovino piena applicabilità attraverso l’adeguamento funzionale al contesto specifico di attuazione. Un modello basato su queste caratteristiche risulta essere, per sua stessa natura, facilmente trasferibile e riproducibile.